San Giuseppe delle nuvole

5 settembre 2009

Alla mia prima salita al Monte lo trovo già su.

Basco, cappotto su una camicia a quadri e bastone, seduto ai piedi della statua di San Giuseppe con Bambino al fianco dell’entrata della cappella estiva della Madonna di Viggiano. La sua figura non la noto subito, lo fotografo, e lo scatto fissa le forme che le nuvole disegnano nel cielo limpido di quel sabato di settembre, quando la Madonna Nera si prepara a ritornare in paese. Titolo questa foto [ ] “San Giuseppe” riferendomi più a lui, anziano pellegrino che sembra accudire con lo sguardo chiunque giunge al Monte che alla statua bianca.

Ritrovo il corpo che avevo visto seduto tra le nuvole adagiato al confessionile, durante la veglia notturna in cappella, lo zaino che fa da cuscino, una coperta per l’occasione e il sonno alternato alle litanie guidate da Vittorio. Poi l’attenzione si volge a quello che accade alla statua, l’uscita, i suoni dei caggianesi, le bandiere dei lagonegresi, la discesa appena spunta l’alba, e lo perdo di vista.

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5 settembre 2010

Lo ritrovo l’anno seguente.

Partendo all’alba da Viggiano, incontro la processione lì dove il bosco inizia a diradarsi.
“San Giuseppe” anticipa il gruppo che accompagna la Madonna col Bambino.

Basco, camicia a quadri e bastone, zaino in spalla e un’andatura affaticata ma veloce.

Riesco a fotografare questo pellegrino di spalle, mentre lascia agli altri il compito di riportare la Madonna di Viggiano nel suo santuario ritornando forse a casa o forse in paese.

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31 agosto 2013

Riecco il basco, la camicia a quadri e il bastone.

Ancora una volta l’anziano pellegrino a giocare con le nuvole, solitario, ad osservare il flusso di gente che sale, prega e scende. Solo una volta lo vedo parlare con due ragazzi, in piedi ma curvo, intuisco che l’argomento del discorso è quel viaggio di cui lui è da anni testimone e protagonista.

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14 novembre 2013

Grazie a Maria, amica carissima e psicologa di Santomenna, mi ritrovo a casa di Gerardo Lamorte.

Gerardo è il “San Giuseppe” del pellegrinaggio a Viggiano.

Dopo una serie di interviste con i santomennesi, comunità pellegrina che ancora ha probabilmente molto da raccontare, mi ritrovo a Castelnuovo di Conza, davanti casa del sig. Lamorte, una finestra vetrata che dà su un cortile pieno di legna, la luce accesa.

Senza Maria forse non sarei entrato, è lei a bussare; da dentro prima nessuna risposta, poi un invito ad entrare. Una cucina caldissima, la televisione accesa su “La vita in diretta”, un anziano solo.

Fermi all’entrata, in piedi, neanche il tempo di accendere il registratore, il “San Giuseppe” delle nuvole diventa informatore, dalla poesia di un corpo pellegrino attaccato al cielo a testimone con nome, cognome e testimonianze.

Basco e camicia, il volto dell’anziano si scioglie alle parole “Madonna di Viggiano”, si apre un libro lungo ottantotto anni che in pochi forse hanno consultato, inizia il racconto.

Qualche domanda sui suoi pellegrinaggi, che non sa quantificare; prima trenta, si è recato a Viggiano ogni anno della sua vita, tranne gli anni dell’emigrazione in Svizzera. Oggi compie il viaggio col pullman dei santomennesi, ma li lascia per salire alla cappella in vista della veglia, in chiesa con un cappotto e lo zaino si conserva il posto. Su beve sette birre e saluta un suo amico, vede la gente che arriva da paesi che non riesce ad identificare, poi litanie e preghiere, fino alla messa dell’alba e la discesa, al paese altre sette birre e il portafogli rubatogli qualche anno fa.

Racconta una versione confusa della fondazione del culto: caggianesi e viggianesi che si contendono la statua, ma prima una donna anziana che chiede che la vadano a confessare sul Monte.

Una sola volta ha compiuto la salita di maggio, tantissime la discesa, poi la Peregrinatio della statua della Madonna di Viggiano che tocca Castelnuovo di Conza dei tempi della guerra e del dopo terremoto, un’altra chissà quando. Lega al viaggio della statua i litigi per trasportarla, quei trenta uomini che rischiano di cadere talmente sono vicini.

A volte si ripete, quasi a voler rimarcare il già detto con la voce che diventa più fioca, racconta della sua famiglia e degli ultimi anni in quella casa, del suo viaggio coi santomennesi il prossimo Maggio.

La promessa è di rivederci proprio a Maggio e di consegnarli la foto che gli ho scattato a casa sua, tra mazzi di chiavi e tre santini della Madonna del Sacro Monte.

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2 pensieri su “San Giuseppe delle nuvole

  1. FORTE NEL FISICO E NELL’ANIMO: ALLA SUA ETA’. TUTTI I CASTELNOVESI CONOSCONO IL SUO RAPPORTO PARTCOLARE CON VIGGIANO, PERO’, MENO MALE, CHE C’E’ STATO QUALCUNO CHE L’HA DOCUMENTATA. GRAZIE!

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