Gennaro

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Un bar con un nome inglese, bevo birra olandese, in tv segna un calciatore ivoriano, ma sono a Caggiano, in Campania, ad ascoltare di Lucania e della sua Regina.

Incontro Gennaro per consegnarli un cd contenente i file di alcune foto che ho scattato negli scorsi anni ai Caggianesi (alcune le ha già viste on line ma non sapeva le avessi scattate io), lui di anni ne ha venticinque ed è un informatore preziosissimo.

Testimone diretto delle feste settembrine degli anni duemila, fa parte del gruppo di zampognari che accompagna la discesa della Madonna dal Monte, degli ultimi pellegrinaggi partiti da Caggiano ha curato la preparazione e l’organizzazione facendo parte della “Procura”, l’istituzione che ha il compito di gestire il ritorno una volta l’anno dei discendenti del pastore caggianese presente in una delle leggende di fondazione del culto a Viggiano. Per questo ruolo e per una fede grande, Gennaro del pellegrinaggio conosce anche la memoria e più volte nel suo racconto «La storia vuole che» si unisce a «Quest’anno è successo che», quasi a voler intrecciare il passato al presente, la leggenda ai fatti, il documentato oralmente al vissuto, quasi a riprodurre il cortocircuito temporale proprio della festa, il tempo fuori dal tempo per eccellenza.

Lavora in una delle ditte di marmi di Caggiano, ma oltre alla pietra nelle mani di Gennaro prende forma la musica delle sue zampogne, ne possiede tante, diverse per la lunghezza delle canne (misurata in palmi). Produce, insieme agli altri componenti della squadra (il nome dell’ensemble di zampogne, ciaramella e doppia ciaramella), i suoni che fanno strada alla statua che avanza verso il santuario; mi racconta che la preghiera della suonata caggianese alla Madonna l’ha imparata prima degli altri brani della tradizione. E la tradizione con lui è cosa viva, non immobile e statica, ma soggetta a rimodulazioni che permettono che “funzioni”, che non sia reperto. Allo stesso tempo, per Gennaro, le documentazioni della sua tradizione sono stimolo alla ricerca, anche on line, un doppio registro che gli permette di legare ad esempio la ricerca di Alan Lomax a Caggiano ai racconti di chi di quei giorni del 1955 serba ricordo.

Grazie ai racconti di Gennaro capisco quanto la geografia di Caggiano racconti, insieme al calendario festivo e agli avvenimenti storici, il legame con Viggiano, la cappella di San Feliciano e della Madonna di Viaggiano in località Mattina ne è testimonianza, come la descrizione di alcune tappe del pellegrinaggio a piedi dei decenni passati. È Gennaro a consigliarmi o segnalarmi dei documenti video caricati su Youtube, a raccontare ciò che, dietro gli avvenimenti, molte pubblicazioni scientifiche non colgono, a descrivere gli elementi e i passaggi del ruolo dei Caggianesi nel culto di Viggiano.

Più il racconto si dipana, gli elementi sono messi sul tavolo, la staffetta fra ciò che è stato e ciò che è continua, più capisco quanto questa di stasera sia ancora e solamente una chiacchierata, nei prossimi mesi rincontrerò i fedeli di Caggiano, li osserverò suonare, pregare, celebrare un culto lontano chilometri nelle mura del proprio paese, in attesa del viaggio verso la festa di cui sono attori comprimari.

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