Il Cammino silenzioso, dalla supplica alla ricerca

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O “Maronna ri Viggiano” sana le nostre ferite, dacci coraggio e forza per superare le ipocrisie della politica e se puoi dai pure un calcio in culo a tutti quelli che vogliono assai male a questa terra.
Il 30 aprile partiremo a piedi da Atena, guidati dagli asini, alla volta del Sacro Monte di Viggiano dove, il 3 maggio, accoglieremo l’arrivo della Madre di tutte le genti lucane in cappella.
Oggi in vista delle prossime elezioni regionali tutte le forze politiche in Campania da destra a sinistra sembrano contrarie al petrolio nel Vallo di Diano, e ci segnalano le loro interrogazioni. Ma ormai abbiamo capito che sono poco credibili: tanto che ci resta solo la richiesta di grazia alla Madonna, Madre Protettrice di tutte le Genti Lucane.
Attraverseremo in silenzio e col cuore aperto monti e sorgenti. Faremo tappa anche in alcune delle grandi ferite putrescenti dei nostri santuari. Porteremo in dono i “cereali del futuro” e i fagioli di queste terre di passaggio appenniniche.
Semineremo lungo il percorso le nostre suppliche con la gioiosa speranza di poter e saper vivere un “nuovo” presente: “Maronna ri Viggiano”, proteggici! [1]

Queste parole sono di Ivan Di Palma di Asineria EquinOtium di Atena Lucana, l’ideatore  e organizzatore de Il Cammino silenzioso. Transizione e suppliche a passo di Ciuccio, un percorso a piedi tra Vallo di Diano e Val d’Agri.
Inserito nel No Triv Bike Tour della primavera 2015, “Il Cammino silenzioso” è però un atto di testimonianza e di resistenza simbolica autonomo, che lega al presente alcuni elementi fermi e fissi dell’antico pellegrinaggio verso il Sacro Monte di Viggiano per misurare coi passi la terra lucana che, minacciata da un’idea predatoria di sviluppo, non trova alleati negli amministratori locali ma riscopre, come in un nuovo mito di fondazione del culto, la sua protettrice.
Il tema della terra è centrale in questa storia perché Ivan, con la sua compagna, suo figlio, i suoi “cumpari” e amici, è difeso dalla terra che esso stesso prova a difendere.

Sradicarmi? La terra mi tiene
e la tempesta se viene
mi trova pronto.

Questi versi di Rocco Scotellaro rispondono alle domande dei due giorni in cui i forni di Atena Lucana diventano laboratori di comunità e genuinità, ma La Terra mi tiene è solo uno degli atti d’amore di Ivan, e di chi gli sta vicino, per la propria terra. [2]
Riunioni dei membri del Comitato, studio dei documenti, delle richieste, delle perizie, incontri istituzionali, nella lotta all’espandersi della macchia nera del petrolio oltre il sottilissimo confine che Ivan presidia la parte più importante delle azioni di difesa è dialogare, parlare, chiacchierare, informare, raccontare a chi, lucano o no, deve sapere cosa le compagnie petrolifere stanno producendo (non solamente) in Basilicata. Le parole, però, a volte non riescono a convincere, occorre un gesto forte ma al tempo stesso dolce, sparigliare le carte del dissenso e fare del proprio corpo e del proprio Spirito esempio (non è questa, poi, la resistenza?). Nasce così, e con altre decine di motivazioni, il Cammino silenzioso. Dal 30 aprile al 3 maggio non sono stati i valdianesi, ma Astrid e Viola, due giovani asine della sua azienda, io, che come lui mi considero lucano, Carlotta, che dalla Sicilia sta raccontando le energie della terra, e Miriam, che a Torino ha studiato i temi legati allo sviluppo, ad accompagnare Ivan, anzi, a fare di sei passi diversi un unico grande salto dal silenzio alla supplica, dall’attraversare i luoghi a proteggerli con lo sguardo e con il ricordo.

Non posso raccontare qui il Cammino della scorsa primavera, sarebbe riduttivo, per farlo occorrerebbero tante pagine quante le impronte lasciate lungo la strada, non è ancora il momento perché da quei giorni è partita l’esigenza di iniziare un nuovo percorso, o meglio, di completarlo.

Il 2 settembre dall’Asineria EquinOtium di Atena Lucana riparte “Il cammino silenzioso”, un pellegrinaggio a piedi con due giovani ciucciarelle di nome Astrid e Viola. Percorreremo i Monti della Maddalena, passando per strategici pozzi petroliferi della Val d’Agri, le fonti e i corsi d’acqua vitali, per riaccompagnare, domenica 6 settembre, a Viggiano, la Madonna delle Genti Lucane.
Dopo l’esperienza del maggio scorso, il ritorno sul Sacro Monte diventerà occasione per incontrare le genti che abitano la Lucania, farsi raccontare il proprio rapporto con i luoghi, leggerne negli occhi l’indole, il carattere, il loro “essere nel mondo” e così passo dopo passo riequilibrare il nostro di “essere nel mondo”.
Partire, raccogliere, tornare, come i pastori che ritrovarono l’effige d’oro della Madonna e che attraversano quei luoghi per nutrire i propri armenti. Dopo la salita della primavera, la discesa che segna la fine dell’estate, il Sacro Monte di Viggiano rappresenta il punto d’incontro tra la terra, i suoi cicli, i suoi frutti e l’eterno, il cielo che distrugge, fa crescere e protegge.
Fare e disfare il cammino, come si fa con i campi e con le coscienze, per rigenerare e rifiorire.
Un pellegrinaggio è anche ricerca, non solo dello Spirito del viandante, ma anche del senso profondo di chi abita i paesi e le montagne attraversate, diventare ospite vuol dire fermarsi ad ascoltare, attraversare vuol dire indagare ed essere indagato, così come camminare equivale a riflettere.
Il cammino silenzioso diventa così occasione per misurare coi passi dei ciucci la terra lucana, le storie, le rese, “le cose che così devono andare”. Camminare è un’azione a credito che trasforma continuamente l’uomo. Bisogna fidarsi, camminare e essere pronti a cambiare.
Accanto all’intento principale che è quello di vivere con emozione ogni singolo passo che ci avvicina al Sacro Monte, abbiamo anche la volontà di creare un’equipe interdisciplinare che, attraverso sguardi diversi, racconti il viaggio e i protagonisti degli incontri lungo la strada e i sentieri. Una ricerca sociale che è tale solo perché è essa stessa un “fatto sociale”, un salire e scendere i crinali delle comunità e dei singoli abitanti tinti dal nero della Madonna di Viggiano e del petrolio.
Un viaggio all’insegna del disincanto. Senza folclore e pose fotografiche stucchevoli cercheremo di imprimere nei nostri cuori i sentieri di montagna e le persone che la abitano con la fiducia e la convinzione che qui più che mai sono sperimentabili nuovi percorsi e nuovi e diversi “gradi di apertura al mondo”.
Il cammino è pieno di emozioni autentiche, ragion per cui è aperto a tutti tranne che agli artisti fricchettoni new age, ai paesologi, agli intellettuali della ruralità (gli ultimi in ordine di tempo arrivati) e ai diversi infiltrati fiancheggiatori dell’Eni presenti in queste nostre terre.
Numero massimo persone 6

Il Cammino silenzioso riparte e questa volta vuole raccontare le storie di chi la terra del petrolio e della Madonna Nera la calpesta ogni giorno.

[1] Un articolo giornalistico online e il video allegato raccontano più approfonditamente gli obiettivi de Il Cammino silenzioso. L’iniziativa, oltre al passaparola, è stata promossa tramite un evento appositamente creato su Facebook, purtroppo non più consultabile.

[2] Tra incontri, fuoco e farine, durante la quarta edizione de La Terra mi tiene, ho raccontato brevemente il rapporto tra il grano, la Madonna di Viggiano e il Vallo di Diano (ecco il ppt del mio intervento: Rito, Grano e Pellegrini).

Qui alcune foto del Cammino silenzioso di primavera.

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