Il monumento ai portatori

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Fotografia della pagina: http://www.facebook/Viggiano.PZ

 

La banda del paese, il gruppo folk con l’abito tradizionale e il cinto devozionale, le allieve della scuola di arpa popolare, le autorità civili e militari in prima fila, i portatori viggianesi con la loro t-shirt blu e i cittadini della Città di Maria: tutto è pronto a Viggiano per un evento speciale.

Mancano due settimane alla discesa dal Sacro Monte della Madonna Nera e all’ingresso del paese, in una gigantesca rotatoria, drappi rossi coprono qualcosa di imponente. È una scultura dell’artista prof. Felice Lovisco che ritrae un momento del pellegrinaggio a Viggiano, o meglio, fissa nel bronzo per gli anni a venire l’atto stesso del pellegrinaggio. Tredici uomini (i dodici portatori e colui che ne guida i movimenti) trasportano la statua venerata da tutta la Lucania nel suo baldacchino d’oro, si rivolgono al Monte dove arriveranno col sacro sulle spalle dopo un po’ di ore e svariati chilometri in salita. Un monumento che ferma il tempo, come fa la festa stessa, e che rappresenta fede, devozione, pietà popolare, sentimenti d’abbandono allo spirito di corpi affaticati. Mancano due settimane alla discesa dal Sacro Monte della Madonna Nera e Viggiano inaugura il “Monumento ai portatori”.

Si avvicina il tramonto di una domenica di fine estate e il paese della Val d’Agri è pronto a questo ennesimo evento. Ennesimo perché sono stati giorni impegnativi e importanti. Il 18 agosto sindaco e rettore del Santuario regionale sono stati ricevuti da Papa Francesco che ha benedetto due nuove campane del Santuario montano (la terza è stata benedetta dal Papa Emerito Ratzinger). “Maria”, “Benedetta” e “Lucania”, i nomi delle campane, sono state inaugurate la mattina di domenica 21 agosto da Mons. Georg Ganswein, Prefetto della Casa Pontificia.

Eventi importanti perché legano ulteriormente il Santuario di Viggiano al Vaticano, alle gerarchie ecclesiastiche, ai pa
pi. Un legame che si rinnova e riannoda dopo le due incoronazioni (1892, 1991 per opera di Giovanni Paolo II) e la presenza nella Basilica di San Pietro della statua il 1 gennaio 2011, solo per citare alcuni dei fatti più esplicativi.

Ogni inaugurazione ha una retorica, è una costruzione dialettica tra cerimoniale e parole che ben tratteggiano le rappresentazioni di sé e del proprio operato che chi officia mostra a chi partecipa. Ed è per questo che è interessante prendervi parte, perché taglia a fette il reale e lo confeziona con parole scelte meticolosamente.

In realtà, a me ha colpito una sola di parola, un sinonimo scelto e pronunciato con attenzione dal sindaco che ha officiato l’inaugurazione: carburante.

Un passo indietro. L’intero discorso, dopo i saluti e ringraziamenti di rito a autorità civili, religiose, militari e a chi ha lavorato per quest’importante monumento, si imperniava sull’importanza che la Madonna Nera riveste per il paese che sta amministrando. “Cosa sarebbe Viggiano senza Madonna?”, senza la festa che la pone al centro della Lucania due volte all’anno, il pilastro dei “valori dei padri” su cui reggersi per non perdere la propria identità di lucani e viggianesi. “Non sono stati mesi facili” e il riferimento esplicitato è ai tagli del governo centrale, ma una serie di opere pubbliche (come la rimessa in funzione dell’antico tratturo che saliva sul Sacro Monte) si avvieranno nei prossimi mesi. “In collaborazione con ENI.”

“L’amministrazione andrà avanti con amore carburante”, ora ritorna la scelta del sinonimo. Un participio che sa di petrolio e che muta i “soldi pubblici” in “royalties”. Le parole sono importanti e la metafora del sindaco di Viggiano fa esplodere una serie di questioni, a pochi giorni dalla riapertura del COVA, nel silenzio. Quel silenzio nel quale questo “popolo semplice”, come ha definito i lucani l’assessore regionale (a Viggiano in sostituzione del Presidente Pittella convalescente) che è sicuro della rinascita della “Grande Lucania”, porta sulle spalle da secoli la sua Regina.

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